IL GATTO ED IL TOPO | Racconto di una storia vera sulla Non-Violenza

… rimettersi in discussione. Quante volte nella vita, gli eventi si muovono affinchè qualcosa di noi venga rivisto? Trovo che la forza del divenire si manifesta proprio quando ci si mette in discussione, quando vecchie credenze che accomunandosi costruiscono l’IO, vengono riprese in mano per capire se queste sono davvero giuste, o rischiano piuttosto di tenerci ancorati ad un passato che non esiste più.

Quel che eravamo ieri, non per forza siamo oggi.

Spesso mi rimetto in discussione – il mangiare vegetale, il non voler schierarmi ad un partito ad una religione piuttosto che ad una troppo limitante definizione, l’associazione vidyanam e tutte le energie ed il tempo speso per un qualcosa che va oltre… E’ davvero tutto giusto o sto semplicemente inseguendo un’illusione? Queste domande sono molto frequenti in me e sono davvero felice quando ogni volta, sperimentando, le scelte si fortificano quando rimangono, vengono deposte con gratitudine quando obsolete

Nessun attaccamento, nessuna fissazione. Ogni giorno per quanto possibile, ESSERE

Qualche giorno fa io e la mia compagna Laura ci siamo trovati ad affrontare una situazione che per quanto banale possa sembrare rispetto all’enormità dei problemi del mondo, è comunque la chiara manifestazione che se si cerca, l’Universo fa di tutto perché TUTTO  accada con un preciso ordine ed una sorprendente sincronicità.

Torniamo indietro di tre settimane: era sera tardi, insieme a Laura stavo sistemando registri e carte dell’associazione quando, con la coda dell’occhio vedo qualcosa di nero sfrecciare sotto il divano. Io personalmente non ci faccio caso – ero concentrato ed indaffarato e non potevo perdere il filo perché il tempo delle “consegne” era vicino.

Quel che sfrecciava si è però fatto notare qualche giorno dopo: era un topolino! *-*

Ne io, ne Laura ci eravamo mai trovati davanti ad una situazione simile e cosa fare? abbiamo cercato di sigillare tutto visto si trovava in cucina, ci siamo ingegnati a creare trappole attraverso tutorial di youtube che lo catturassero senza ucciderlo.

La situazione man mano che passavano i giorni si dimostrava sempre meno facile da risolvere perché, a parte i “ricordini” che trovavamo regolarmente in giro per la cucina, la casa era sempre in disordine ed a volte sembrava un bunker – sebbene provavamo a catturarlo con le trappole a gabbietta ed a volte pure sembravamo riuscirci, regolarmente il topolino riusciva a scappare. In un modo o nell’altra scappava e si nascondeva.

Cosa fare? Perdevamo un sacco di tempo a pulire ed igienizzare eppure non bastava – uccidere il topo con trappole o peggio, colle o veleni, per me, era assolutamente fuori discussione! non è una creatura pure lui?

Con gli amici, nella praticità della vita, conferenze ed eventi a parlare della forza e del valore della non violenza ed ora dovevamo cedere a questo atto? non sarebbe mai potuto avvenire perché significava, tra le tante e spiacevoli cose, che nella vita avevamo sbagliato tutto.

Abbiamo smontato mobili, tentato di smontare il frigo ma niente… tra una rincorsa e l’altra il piccolo topo appariva e sfuggiva e sebbene mi irritava particolarmente la cosa, non appena per pochi secondi lo vedevo o incrociavo i suoi occhietti neri e luminosi, come non potevo sciogliermi? Se solo avessi potuto “addomesticarlo” lo avrei tenuto senza problemi perchè d’altro canto – lo spazioe che con l’appartamento stiamo occupando, non è anche il Suo?

Siamo ospiti di questa Terra, non padroni.

Lui che estremante intelligente e veloce riusciva a svignarsela ogni volta, nelle settimane ci aveva portato ad un panico che mai avremmo immaginato. La situazione sembrava precipitare la settimana scorsa e non sembrava esserci via di fuga.

Possibile che l’unica soluzione era ucciderlo? Non poteva essere. Dentro di me ero profondamente combattuto perché se l’avessi ucciso, sarebbe significato che la violenza – che rappresenta nella storia la via più veloce ma disastrosa- era la soluzione. Non poteva essere. Non volevo cedere sebbene le spinte dall’esterno di provvedere ad una soluzione per quanto drastica, immediata.

Se mai avessi ceduto allora si sarebbero giustificate le guerre e mille altre cose per le quali ogni giorno – nel mio piccolo e forse chissà, influente, modo di essere cerco di combattere insieme a Laura ed a persone speciali che ho avuto l’opportunità di incrociare in questo splendido cammino.

“Ricordini” ovunque, stoffe mangiucchiate, odorini sgradevoli, sentirlo muovere la notte, non eravamo liberi nella nostra piccola casetta… Dopo tre settimane di rincorse ed una casa perennemente sotto sopra – incredibile cosa può fare un topo- iniziavano a manifestarsi i primi segni di stanchezza perchè non c’era solo la situazione a casa. Al lavoro, con l’associazione, impegni vari. Stavo veramente soffocando e così ho ceduto alle tentazioni, ho ascoltato gli altri, mi sono lasciato convincere… abbiamo preso delle trappole a scatto… mortali.

Trappole che abbiamo avuto in casa una settimana senza mai il coraggio di azionarle o meglio… le azionavamo e subito dopo correvo a disinnescarle. Pochi secondi, il minimo rumore e subito correvo a disattivare quelle trappole mortali – trovarlo senza vita sarebbe stato terribile.

Stiamo parlando di un topo direte voi – ma per noi che da 8 e 10 anni siamo vegetariani proprio per delle questioni di Amore totale, era una dura prova – poi non si trattava di sopravvivere o di scegliere tra la vita e la morte. Non si tratta di trovarsi in un isola deserta e non avere cibo. Non si trattava di difendersi.

Io mi sentivo profondamente combattuto -la violenza non poteva vincere ma sabato scorso la decisione. Era ora di finirla.

Svegliandoci abbiamo sdrammatizzato con l’idea di adottare un serpente che girasse per casa ma poi chiaro che sarebbe stato meglio un gatto xD quel gatto che da tempo volevamo ma che l’anno scorso ci eravamo prefissati di adottarlo non appena lui sarebbe venuto da noi – ci capita spesso di soccorrere qualche animale ferito per cui,, perchè non aspettare che sia lui a sceglierci?

<< non è che da un momento un gatto ti piomba in casa>> mi disse Laura – idea, potevo chiederlo in presito e ci avrebbe pensato lui, secondo la sua natura.

Ed anche qui, Natura…. trovo abbiamo un grandissimo potere che è quello di andare oltre all’istinto e scegliere tra la Vita e la Morte. L’Umanità ha davvero un grande potere ed è tempo che lo tiri fuori.

Fatto sta che dovevamo concludere la questione e come ultima opportunità al topo abbiamo dato un ultimatum – o si sarebbe fatto catturare nella mattinata di sabato oppure beh… le maniere forti.

Una mattina a rincorrerlo ma non sembrando esserci altra soluzione, abbiamo azionato le trappole. Le azionavamo ma non passava un minuto che le disinnescavamo. Questo per 5, 6, 10 volte forse.

Fuori era nuvoloso e pioveva. Erano le 14:00 circa ed accade che stavamo preparando il pranzo con ancora il dubbio su cosa fare… improvvisamente suona il campanello.

Io e Laura ci guardavamo: <<chi mai potrà essere?>> Non aspettavamo nessuno!

La casa era un disastro e noi peggio ancora – scendo ed era un ragazzo, un gran bravo ragazzo che sotto la pioggia stava suonando di casa in casa perché, la sera prima, aveva trovato un micetto abbandonato. Io ero praticamente pietrificato.

<< è vostro? Lo volete>> non sapevo che dire… dai come poteva essere? tante volte abbiamo avuto segnali “Divini” che ci hanno guidato ma stavolta? era troppo grossa-  poche ore prima io e Laura abbiamo chiesto un segnale, abbiamo scherzato su un gatto ed ora…..?

Non ci penso due volte e gli dico si, lo vorrei! Il ragazzo fa un altro giro con l’accordo che se non avesse trovato nessuno si sarebbe fatto vivo.

Dopo cinque minuti torna e senza pensarci andiamo a casa sua visto anche che non capita tutti i giorni che qualcuno sotto la pioggia ti chiede: hey, vuoi un gatto!

La gattina era spettacolare, 4 o forse 5 mesi e di una dolcezza incredibile. Nera e con degli occhi ai quali era impossibile resistere. La portiamo a casa, la mettiamo a suo agio, rimaniamo con lei qualche ora e subito ce ne innamoriamo… era difficile salutarla perché avevamo la proiezione che avevamo organizzato al CUCA di PACHAMAMA / MANIFESTO PER LA MADRE TERRA (Tra l’altro)

Eravamo al settimo cielo. Io riordino e ringrazio l’Universo, Laura corre a comprare sabbietta e tutto l’occorrente con la speranza che fosse lei a catturare il topo – io speravo che non lo catturasse perché infondo, se lei girava per casa ed il topo se ne stava buono, che fastidio ci dava?

Aziono comunque la trappola a gabbietta gettando via con un gran sorriso quelle mortali. La posiziono in alto perché l’unica via del topo era di percorrere le vie alte. In tre settimane di convivenza con il topolino avevo ben capito le abitudine del topo e sapevo benissimo che da dietro il mobile del frigo della cucina, le sue vie erano sotto o sopra.

Serata spettacolare di un energia e di una bellezza incredibile.

Torniamo a casa e ci accoglie Lei, la coccoliamo e dimenticandoci completamente del topo, delle trappole alzo lo sguardo eh…. un batuffolino nero. Il piccolo tornado era li, tutto piccolino e tremante dentro quella gabbietta a cui è scappato innumerevoli volte. Dentro aveva il cibo, e la salvezza.

Eravamo felicissimi. Grati. Al settimo cielo!

Era un caso che proprio quando io e Laura stavamo vacillando e chiedendo all’Uni-Verso un segnale, è arrivato? e con che potenza!

Il giorno dopo abbiamo liberato il piccolo topo in montagna. Ora era libero e poteva andare dove voleva – non c’erano case nell’arco di 10km. Che gioia liberarlo e vederlo correre nel suo posto naturale.

Tornando mi arriva un messaggio… Era quel gran ragazzo che ci comunicava che aveva trovato i custodi della gattina. Io e Laura ci guardiamo dispiaciuti, ma grati. Era difficile salutarla ma capivamo – eravamo combattuti perchè 1. le eravamo grati 2. ci eravamo affezzionati tantissimo ma… che vita aveva davanti? giornate rinchiusa in un appartamento da 40mq con a fianco una strada trafficata. no. La Sua vita era nella libertà della famiglia.

La salutiamo, grati del percorso, grati dell’insegnamento, grati alla Vita, grati all’Universo per averci dato la chiara riconferma che la strada che stiamo percorrendo è la strada giusta. Forse la via della non-violenza non sempre la più facile e veloce, forse è dura e richiede una forza ancor più grande della violenza, ma di certo ne vale la Vita, e l’esperienza.

Ripenso a Gandhi, a Leonardo da Vinci, a Tiziano Terzani e mi affido, perseguo, imparo. Questo episodio non vuol dire nulla rispetto agli insegnamenti di questi grandi, però è anche vero che, proprio come scriveva Tiziano:

“Dal fuori verso il dentro, dal piccolo sempre più verso il grande”

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