Il digiuno, la tavola operatoria della Tua Natura

Una premessa molto importante è doverosa: il digiuno non cura, è da intendere piuttosto come un meccanismo attraverso il quale il corpo adempie alle sue naturali e perfette funzioni, senza essere disturbato da invalidanti e lunghi processi digestivi – principio del Vis Medicatrix Naturae

Trovo pressoché sorprendete come un digiuno possa donare una diversa prospettiva della vita che, talvolta, diamo per scontata.

Si riduce alla semplicità la propria vita e ci si accorge di quanto sia proprio questa, la semplicità e la naturalezza, a regolare le leggi dell’Universo. Andiamo costantemente alla ricerca del difficile, del complicato, di un qualcosa che ci dia un’identità quando la più grande tra le meraviglie è dentro di noi.

Sorprendente poi come ogni cellula ed ogni organo, proprio durante il digiuno, riesca a lavorare indisturbato dalle digestioni e rigenerarsi, rimettendo a posto quelle piccole imperfezioni che si accumulano durante la nostra vita, inevitabilmente, innaturale.

I ritmi rallentano, la percezione dell’unità di tutte le cose aumenta, l’energia stessa aumenta, la bellezza della Pachamama si manifesta con ancor più importanza e la Natura, disinvolta, prosegue con il suo naturale ciclo.

Possibile mi chiedo spesso, che siamo solo noi umani a non digiunare mai, ad essere sempre, in ogni cosa, distaccati completamente dalla nostra Natura?

Se guardiamo con umiltà la Natura e ci mettiamo in ascolto, scopriremo che tutto ha un periodo di stop. Gli animali feriti o ammalati non cercano altro che un posto al sicuro durante la convalescenza. Le piante lasciate per troppo tempo senza bere rinvigoriscono con ancor più lucentezza e vita.

Non è così anche tra i bambini che di certo sono molto meno condizionati di noi? Seppur con infinito Amore, si ammalano e li costringiamo a tragucitare cibo che il loro stesso corpicino gli indica di non assumere – è un caso se poi vomitano?

La pratica del digiuno risale ancora prima di Ippocrate, che ne era un fermo sostenitore; troviamo il digiuno nelle millenarie civiltà orientali, nella Bibbia, negli antichi egizi.

Siamo solo noi che, per lasciare spazio agli alti profitti delle industrie farmaceutiche, il digiuno l’abbiamo demonizzato.

Troppo naturale d’altro canto, troppo economico, troppo spontaneo e peggio, funziona davvero!

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PERCHE’ INTRAPRENDERE UN DIGIUNO?

 “il digiuno rappresenta il migliore sistema “rinnovatore”. Tre giorni di digiuno all’anno purificano il sangue ed eliminano i veleni più efficacemente di cento bottiglie di soluzione purgative” Felix L. Oswald

Come già accennato in questo articolo, anni ed anni di soprusi alimentari al nostro corpo, decenni di farmaci, di cattive abitudini, di caos alimentare, non hanno fatto altro che ad intossicarlo, a prova di ciò:

  • allergie sempre più dilaganti: le allergie sono un chiaro segnale di intestino inquinato,
  • dermatiti e psoriasi: molte volte sono collegate a super-lavoro del fegato ed iper-alimentazione
  • carenze nutrizionali: anche queste nella maggior parte dei casi rappresentano dei segnali di una errata capacità di assorbimento dovuto ad intasamento dell’intestino – avete mai sentito di un animale selvatico erbivoro con carenze di ferro?
  • Obesità: e qui non mi dilungo
  • Malattie cardiovascolari e conseguenti infarti, ictus ecc: intasamento delle arterie, semplice e logico…
  • Cancro: acidità del corpo che forma masse di radicali liberi,

.. e non mi dilungo altro.

Digiunare non vi guarirà da questi mali sia chiaro, sarà il vostro corpo che grazie a questo potente strumento, tenderà quanto più possibile – e nei casi non gravi- all’autoguarigione.

Immaginatevi un compositore che intuisce la più bella melodia ma non riesce a concretizzarla – continuamente  viene disturbato e distratto dal telefono. Ci metterà mesi se non anni a completare quella sinfonia che in tre giorni di solitudine e concentrazione sarebbe riuscito a terminare con forse, una miglior qualità ed una miglior intuizione-

Così è anche per il corpo; se c’è un’infiammazione e noi insistiamo a disturbarlo con del cibo e quindi con la digestione, difficilmente riuscirà a ripristinare la sua naturale salute dal momento che quasi un terzo dell’energia vitale solitamente viene impiegata costantemente per gestire le digestione. Pertanto, se i processi digestivi vengono momentaneamente sospesi, come in un digiuno, o alleggeriti grazie ad alimenti facilmente assimilabili, come frutta e verdura cruda, questa energia rimarrà a disposizione dell’intero organismo.

Il dott. Shelton in il digiuno può salvarvi la vita descrive casi davvero impressionanti.

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FAME O APPETITO? RICONOSCERE GLI STIMOLI

Consigliato caldamente il sopracitato libro (oltre due milioni di copie nel mondo) Il Digiuno può salvarvi la vita ma, per iniziare dalle basi, potremmo partire dalla base – una base che vi consiglio di mettere in discussione e sperimentare con spirito critico.

Avete letto l’articolo Vis Medicatrix Naturae? Leggilo, è molto importante perchè uno è la completezza dell’altro.

Digiunare innanzitutto non significa “non mangiare e basta”. È “una scienza, un’arte” come la descrive la massima autorità del campo, il dott. Herbert M. Shelton che nei suoi anni ebbe tanto successo quanto opposizione dal mondo medico.

Digiunare d’altronde significa avviare un meccanismo innato in ognuno di noi che sarrebbe quotidiano, se non fossimo continuamente depistati da errate abitudini, stress, farmaci.

Digiunare significa prepararsi al percorso, staccare la spina dalla frenesia di questa società, ritornare a sé stessi, non mangiare per un determinato periodo di tempo (che sarà dettato dal corpo) qualsiasi cibo solido – solo acqua.

Ad ostacolare i più è la fame, ma cos’è la fame? Noi tendenzialmente scambiamo la fame vera, quella viscerale e che fa perder la testa, con l’appetito e la voglia di mangiare. La maggior parte di noi non sà cosa significa aver fame.

Fame ed appetito, sono due significati molto importanti perché la prima è dettata dal corpo, il secondo appunto dal piacere, o dalle abitudini che se non mangiamo qualcosa per due ore, ci sembra di svenire.

 

INTRAPRENDERE UN DIGIUNO

Non si può iniziare un digiuno da un momento al altro, è necessaria una preparazione ed un’approfondimento, oltre che un esperto nei casi in cui il digiuno deve durare per un certo periodo; una preparazione fatta principalmente di serenità mentale, di entusiasmo e di cibo naturale, non manipolato, e vivo.

È necessaria poi tranquillità, rilassamento, e non eccessiva attività mentale o fisica. Niente distrazioni: niente libri (io non ci riesco mai a non leggere), niente TV (questo non è un problema, non ho la TV), semplicemente silenzio, sole, aria pura, riposo, amore.

Sarete sbalorditi dal come molti pregiudizi e schemi che vi facevano apparire il digiuno come una “rinuncia/condanna” cadranno, dopo il primo giorno non avvertirete nessun senso di fame bensì si potrà sperimentare un’energia ed una lucidità mai provata.

Attenzione però, il corpo in questa fase di purificazione butterà fuori anni di soprusi: Lingua bianca quindi i primi tempi, urine scure, alito cattivissimo. Saranno questi il chiaro segnale che siete nella strada giusta.

Vi dirò di più, il digiuno avrà il potere di farvi dimagrire se avete delle riserve eccessive di grasso, di farvi ingrassare (dopo il dimagrimento normale e fisiologico dell’astinenza al cibo) se siete troppo magri. Com’è possibile? Il vostro intestino non sarà più inquinato come prima e perciò riuscirà a sintetizzare meglio ciò che assumete.

 

DIGIUNO EMOZIONALE

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COME SMETTERE?

“Cibo e nutrizione non sono sinonimi. Non si è nutriti in proporzione alla quantità di cibo ingerito, ma in proporzione alla quantità di cibo che si riesce a digerire ed assimilare. Se la digestione e l’assimilazione risultano danneggiate, sovra-alimentarsi con lo scopo di ingrassare non porterà a risultati” H. M. Shelton

Come accennato, sarà il vostro stesso corpo a farvi capire con chiari segnali quando sarà superato l’equilibrio oltre il quale il digiuno può essere pericoloso: la vera-fame prima di tutto sarà il primo campanello di allarme, la lingua che ritornata rosea, le urine limpide, l’alito pulito.

Come smettere? certamente non abbuffandosi – ciò renderebbe quasi vano tutto il percorso intrapreso. Sebbene alcune funzioni fossero più che attive durante il digiuno, alcune ne erano assopite.

Quale ritorno migliore i primi giorni che quello con frutta e verdura cruda?

Se ancora mangiate carni o derivati, aspettate settimane prima di assumerli perché per il nostro organismo e sistema digestivo, sono questi degli alimenti troppo complessi, che richiedono enzimi e processi digestivi troppo lunghi e complicati.

 

LA SALUTE, UNA TUA RESPONSABILITA’

Questo articolo che appositamente breve e non completo, vuole essere prima di tutto ad una ricerca personale.

Siamo in un’epoca in qui girano tantissime informazioni, e tante altre sono dettate da scopi puramente commerciali. Sviluppare una sorta di capacità di discernimento e di ricerca del vero è quanto di più grande possiamo realizzare.

Ritornare all’origine, alla Natura ed entrare in contatto con essa quanto più possibile, significa arrivare ad età anziana, con un ottimo stato di salute e senza troppe preoccupazione

Ciò non vi garantirà l’immortalità sia chiaro: che una persona con uno stile di vita sano morirà dopo una persona che alla salute non ci pensa, è difficile da dire, ma di certo – son dell’idea- con tutte queste nozioni e con un certo stile di vita si lascerà il corpo dopo una vita sregolata è difficile da dirè meglio lasciare il corpo sani e con una vita pienamente vissuta, che lasciarlo da malati pieni di sofferenze e costipati in un freddo letto d’ospedale.

<<Il digiuno cura>>, disse, <<ma è necessario stabilire bene quanto deve e durare, quanta acqua va bevuta e con che cosa, ad esempio con miele o limone= mai con i succhi di frutta. Il digiuno costringe il corpo a consumare tutto quel che non è necessario, crescite, cose in più, cose maligne, riserve invecchiate, e mai cose utili. Il digiuno non toglie energia al corpo anzi, gli fa risparmiare quella che altrimenti dovrebbe usare per digerire il cibo. Durante i periodi di digiuno deve esserci una completa concentrazione. Non si deve né leggere, né scrivere. Soltanto meditare.>> Tiziano Terzani, Un Altro Giro di giostra

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