UN ALTRO MONDO | Una reLOVution senza fine

“È la maggioranza a definire la normalità, ma chiediamoci: se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale, quale sarebbe oggi la nostra normalità?”

Potenti, limpide e marcate queste parole di Thomas Torelli riecheggiano da giorni nella mia mente.

È passato quasi un anno da quando ho visto per la prima volta il film/documentario Un Altro Mondo eppure, sento di non essere in grado a descrivere ciò che questo documentario ha significato per me sebbene già in qualche precedente articolo ci ho provato.

Posso solo dire che da allora, ho avuto l’onore di collaborare con persone fantastiche alla realizzazione di cinque eventi tra serate di proiezioni e giornate di convegni dedicati a ciò che io definisco “il progetto” eppure, tra le pagine del libro appena uscito, un nuovo mondo prende forma.

La mia adolescenza l’ho vissuta praticamente leggendo Osho, Hermann Hesse, Krishnamurti, Yogananda, Tiziano Terzani e credevo fosse impossibile ai nostri tempi, poter dare al mondo qualcosa di nuovo, di così immenso. Mi sbagliavo. Credevo quasi fosse impossibile eppure, nuove idee, nuovi punti di vista in seguito quasi come Sé, in aggiunta all’immensità che già il film possiede, ci fosse molto altro da dire o da aggiungere.

Sarà che leggere rispecchia uno spazio più personale, intimo e lento ma certe riflessioni di Thomas nel libro contenute, rivelano davvero un qualcosa di straordinario.

E si perché se nel film ad avere la parola sono stati personaggi che la sincronicità delle cose ha voluto fossero Vittorio Marchi, Masaru Emoto, Massimo Citro, Giorgio Cerquetti, Antonio Giacchetti, Igor Sibaldi e molti altri, nel libro è il regista ad aver principalmente la parola. Saranno infatti le sue riflessioni questa volta a portare alla luce qualcosa che per motivi tecnici di spazio e di contenuti, non è stato possibile fare in maniera completa ed esaustiva nel film.

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Aneddoti, ma soprattutto scelte, riflessioni, amicizie, paure, spazi intimi che hanno reso Un Altro Mondo quel che è oggi: non solo un vero e proprio miracolo distributivo, ma un punto di riferimento per tutti quei liberi ricercatori che come me sentono vibrare nel cuore una risonanza. Un qualcosa di davvero profondo

Io che i dogmi, le etichette e le ideologie ho sempre cercato di evitarli come la peste, ho ritrovato nel film come nel libro un vero e proprio “manifesto”. Un messaggio di Speranza, di Conoscenza e di Amore da divulgare e condividere diventando, senza neanche saperlo o volerlo, “ambasciatore” di un cambiamento che in fin dei conti segnerà un’epoca.

Un cambiamento dove ogni goccia d’acqua che si aggiungerà alla ricchezza dell’oceano, sarà determinante.

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UNA STORIA DA RISCRIVERE

Chiunque nella propria vita si sia messo in viaggio per riscoprire Sé stesso, di certo avrà sentito il bisogno di mettere in discussione qualsiasi cosa che fino ad un attimo prima era data per certa: capire chi si è, conoscere le proprie radici, spogliarsi di tutti quei condizionamenti che andavano a formare un’ identità e quindi un ego. Distruggersi per poi rinascere.

In questo processo di “ritorno a Se stessi” anche la Storia, soprattutto quella più antica, ci si rende conto sarebbe tutta da rivedere. La Storia ufficiale scrive infatti Thomas nel libro, è tale solo grazie ad una “questione di forza”. Io ad esempio non ci avevo mai pensato eppure la Storia è scritta il più delle volte dai vincitori, e quasi mai dai vinti!

Cosa avrebbero da raccontarci infatti i Nativi d’America, gli antichi popoli Maya, gli Aborigeni Australiani se fosse data loro la possibilità di riscrivere tutto e di raccontare la loro verità? Ed i popoli arabi che per decenni, ancor prima dell’11 settembre, sono stati bombardati, conquistati, privati di ogni dignità proprio noi, popoli cosiddetti evoluti?

“essere il più forte presuppone l’instaurarsi di alcune regole che definiscono la normalità.”

Qualche pagina dopo a questa prima analisi che già sgretola gran parte della Storia imparata nei libri di scuola, Antonio Giacchetti nel capitolo a lui dedicato pone l’accento su un’altra questione molto sottile ma estremamente rilevante: l’importanza delle parole. L’avete mai notato? Abbiamo chiamato civiltà pre-Colombiane proprio quelle antiche civiltà per cui l’arrivo di Colombo è significato la strage.. Tutti nel mondo adorano Cristoforo Colombo per quella sua scoperta eppure non tutti sono a conoscenza del personaggio che era: un uomo estremamente sanguinario e violento – il primo documentato a commerciare gli schiavi.

Questa concezione del più forte che scrive e manomette in qualche modo la Storia, appare evidente nel film/documentario Un Altro Mondo, cristallino nel documentario ZERO INCHIESTA SULL’11 SETTEMBRE sempre dello stesso regista, ma lampante nel libro!

“Un altro mondo cerca di dar voce agli ultimi ambasciatori del passato, a quei pochi sopravvissuti in grado di raccontare ciò che è stato sradicato ai loro antenati e ciò che è stato loro inferto: un altro modo di intendere la vita e di vivere, marchiato come “sbagliato” in nome di quello che i vincitori sostenevano essere “normale”. Riscoprire questi popoli vuol dire innanzitutto comprendere gli errori perpetrati dagli esseri umani, nonché riscoprire insegnamenti che ai vinti non è stato concesso di trasmettere. Perché non erano i più forti. E, quindi, agli occhi del mondo, erano portatori di culture e valori sbagliati. […]”

Siamo quindi sicuri di voler esser sempre e per forza, “persone normali”?

A pensarci bene, è proprio la nostra concezione di normalità che ci ha portato ad allontanarci così tanto da noi stessi e dalla Natura di cui siamo parte, da non riconoscerci più come parte di un Tutto; cos’è naturale in noi? Ci alimentiamo in modo completamente innaturale modificando manipolando e stravolgendo così tanto gli alimenti da renderli irriconoscibili, costringiamo miliardi di esseri viventi capaci di provare emozioni e sentimenti alle più tremende tra le torture, ci curiamo con veleni delegando la nostra salute a qualcun’altro, adoriamo statue e templi pur disprezzando chiunque incrociamo per strada, diamo ai Mass Media il potere di poter condizionare il nostro tempo e le nostre scelte, inconsapevolmente compiamo scelte che se solo le osservassimo con attenzione per un momento, proveremmo disgusto. Tutto in nome della normalità, del conformismo.

“E allora spargiamo sangue a ogni angolo di strada per motivi che se non fossero tragici sarebbero comici – tipo il posto auto nel parcheggio o il sospetto di qualche tipo di tradimento, un orientamento sessuale diverso da quello dominante o l’appartenenza a un gruppo o un’etnia ritenuti “inferiori” […] così, alla fine, viene da chiedersi: chi dice sanguinario a chi? Chi dice rozzo a chi? Chi dice primitivo a chi? Chi dice superstizioso a chi?” conclude il suo intervento Antonio Giacchetti puntualizzando quanto il nostro giudicare tradizioni diverse che non rispecchiano il nostro standard di normalità, possa rivelarsi pericoloso.

 

FOOD RELOVUTION | Tutto ciò che mangiamo ha una conseguenza [clicca per vedere il trailer]
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E TU COSA VUOI ESSERE: ERETICO O NORMALE?

La parola “eretico” é interessante sapere ha origini greche e deriva da “aireo” ovvero “scegliere”. Questo comporta che “Airetikos” è “colui che sceglie da solo”.

Non è forse meglio essere eretici, piuttosto che normali?

Dobbiamo ritornare ad essere eretici attraverso le azioni più semplici: boicottare le multinazionali che senza principi etici perseguono i loro scopi senza riguardi, adottare comportamenti etici e perciò estremamente rivoluzionari, mettere in discussione qualsiasi cosa e scegliere consapevolmente.

Cosa significa “scelta consapevole”?

  • Non accendere la TV ad esempio e non farsi condizionare dalla negatività che questa ci spara addosso – perché farlo quando ci sono spettacoli naturali da ammirare? Libri incredibili da leggere attraverso i quali rendersi ancor più conto di quanto l’uomo possa essere una creatura meravigliosa
  • Acquistare quello che realmente serve e non quello che la società vuole che si acquista – l’identità di una persona infatti non dovrebbe basarsi sul come veste o su quello che possiede – vale davvero la pena sacrificare quasi un mese del proprio tempo, per acquistare un iPhone?
  • Mangiare il più naturalmente e semplicemente possibile riscoprendo in ogni stagione sapori incredibili e facendo della prevenzione la propria cura – curarsi quindi non più delegando la propria salute a terzi, ma rendendosi responsabili delle proprie azioni

Queste e molte altre azioni consapevoli credo siano il principio della vera reLOVution. Principi applicabili già da adesso e da chiunque.

Attenzione però, perchè quanto più sarà etica e consapevole la tua scelta, tanto più la società (quella uniformata e globalizzata) ti punterà il dito contro. Davanti a un abominio morale, abbiamo due modi per sbarazzarci del disagio che ci provoca scrive uno Studio recente, e scrivo pur io perchè è pura realtà: Uno è cercare di eliminare quell’abominio, l’altro è cercare di non pensarci accusando chi si adotterà il primo modo. Per approfondire clicca qui

Abbiamo un grande potere ed è il momento che iniziamo ad utilizzarlo perché anche con il semplice acquisto, modifichiamo in qualche modo il mondo che ci circonda. Il mercato cambia attraverso la nostra domanda e se la nostra scelta sarà mirata all’etica ed alla giustizia, per risonanza non cambierà anche l’offerta?

“Non rimandare a domani ciò che potresti fare oggi, perché potrebbe essere troppo tardi.” Scrive Thomas Torelli, “quello che potresti fare oggi è una cosa semplice: svegliarti e cercare di essere una persona migliore. Oggi, domani e poi ancora… ogni giorno. Alzarsi dal letto con in testa l’idea di voler dare il buon esempio, è un atteggiamento che può condizionare chi ci sta intorno, per vibrazione, per sincronicità… Non è difficile come potrebbe sembrare. Basta volerlo. Io credo in quello che sono, quindi credo in te.”

Per il bene di tutto e per vivere appieno l’opportunità che ci è data con questa esistenza, non è forse giunto il momento di darsi una scossa e ri-svegliarsi? Di abbandonare quella normalità che ci porta a provar la separazione, quando nella straordinarietà Tutto è Uno?

“superare la dualità vuol dire sconfinare oltre le limitate leggi della meccanica fisica e quantistica e ritrovarsi nel retroscena dove tutto è possibile” scrive il dott. Massimo Citro ne Un Altro Mondo – IL LIBRO, poi aggiunge “vuol dire ritrovare la consapevolezza della nostra natura Divina”

Luca Gonzatto

UN ALTRO MONDO Il Libro
UN ALTRO MONDO – IL LIBRO [clicca l’immagine per collegarti ad unaltromondo.ne]

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