La svolta alimentare parte dal cibo vivo

 

Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo. Ippocrate

Sul web come in TV dilaga così tanta confusione che sentirsi smarriti è normale. Chi non si sente un po’ perso quando si parla di alimentazione e nutrizione? Un determinato “alimento” può far benissimo oggi, e dopo due giorni i “più recenti studi” sapranno dimostrare esattamente il contrario.

Siamo così bombardati di disinformazione che è chiaro sentirsi spaesati. Cosa mangiare quindi? Quando? Quanto? Chi ascoltare? Di guru della nutrizione e di nutrizionisti ne abbiamo sin troppi – dobbiamo ritornare all’ascolto di noi stessi per aver una svolta definitiva.

Il mio percorso personale riguardo all’alimentazione ebbe inizio dieci anni fa circa, ed è perché lo sperimento ogni giorno di prima persona, che posso affermare che dobbiamo tornare alla centralità di noi stessi e della Natura o, come direbbe il dott. H.M. Shelton, massimo esponente dell’Igienismo, “il mangiare non dovrebbe essere un argomento talmente misterioso da poter essere compreso solo con una laurea”.

LA PSICOSI SULLE CARENZE

Viviamo nella società della pericolosa ed irresponsabile sovrabbondanza di cibo per cui nessuno dovrebbe aver il coraggio di parlare di carenze nutrizionali. È un nostro retaggio storico risalente al primo dopo-guerra quello che riguarda la psicosi circa le carenze di proteine. Comunemente infatti parliamo di carenze proteiche quando l’eccesso di proteine (soprattutto le proteine di origine animale), oramai è risaputo ovunque, è tra i principali casi di sviluppo di cancro e di malattie cardiovascolari.

Le “carenze nutrizionali” se così le vogliamo definire, non sono altro che delle “esche commerciali” di Case Farmaceutiche e Multinazionali che su integratori non solo fatturano cifre da capogiro, ma tramite le quali riescono a mantenere la loro centralità attraverso la paura della malattia. Non è grazie alla paura dell’inferno d’altro canto che la Chiesa si è assicurata la Sua centralità per duemila anni?

Se studiamo il nostro corpo nella sua perfetta e meravigliosa totalità, scopriremo che è dotato di meccanismi incredibili di auto-difesa e di auto-guarigione – pensiamo alla perfetta e precisa azione che il nostro corpo adotta per contrastare un’infezione attraverso la cooperazione di globuli bianchi, linfociti, piastrine ecc!

Piuttosto di carenze, credo sia più logico e corretto parlare di “incapacità di assorbimento” del nostro organismo.

Nella maggior parte dei casi infatti un “anemico” è tale non perché non assume alimenti ricchi di ferro, bensì perché o ne assume troppi e quindi è sovraccarico, o perché la sua capacità digestiva/assimilatoria è danneggiata – alterata da rovinose abitudini, inquinata da alimenti altamente invasivi come glutine, latticini, alimenti industriali, carni e derivati.

L’impossibilità digestiva ed assimilatoria” scrive il dott. Shelton nel libro Nutrizione Superiore, “è una delle più frequenti cause di carenze, sia di minerali che di vitamine. Se riusciamo per un attimo a lasciare da parte la chimica ed a comprendere che il corpo svolge una parte attiva nell’utilizzazione degli elementi forniti, riusciremo a vedere come sia di vitale importanza il fatto che esso sia in grado di svolgere il suo ruolo in presenza di cibi. Ciò che è stato detto per il ferro è valido anche per tutti gli altri minerali dei cibi e per tutti gli altri fattori. […] nei casi di anemia, ad esempio, si riscontrano malfunzioni negli apparati digerenti e assimilatori e se queste non vengono sanate al punto di permettere al paziente l’utilizzazione o l’assimilazione del ferro contenuto negli alimenti, il malato deperirà sempre più nonostante le somministrazioni di ferro, di rame e di clorofilla. Questo vale anche per gli altri minerali e vitamine contenute nei cibi.”

RITORNARE ALLA SEMPLICITÀ ED ALLA VITA

Preferite sempre i frutti prodotti dai vostri alberi e non quelli giunti da terre lontane […] masticate bene il vostro cibo e mangiate sempre lentamente. Non nutritevi quando il vostro spirito è irritato, o triste, o in assenza di appetito, perché sennò quel cibo diverrà veleno.. Vangelo Esseno della Pace

Quando ci riferiamo agli alimenti, prima ancora di parlare di vitamine e di proteine, dovremmo parlare di Vita. I prodotti della Terra infatti non solo contengono fibre e sali minerali in abbondanza, ma assieme a questi componenti, contengono decine se non centinaia di migliaia di altre sostanze naturali che lavorano in perfetta sinergia e simbiosi tra loro.

La natura è una straordinaria ed immensa orchestra in cui ogni strumento è basilare per l’armonia dell’insieme: come quindi aver la pretesa di estrarre da un limone la Vitamina C, incapsularla, conservarla per mesi ed essere convinti che questa vitamina sul nostro corpo avrà la stessa forza che aveva la stessa Vitamina quando era viva nel suo ambiente naturale? La vitamina C è così termosensibile che dopo pochi secondi dalla spremitura già si disperde del 60%.

Se attraverso le prolungate cotture superiori ai 40°, se attraverso le fritture, le estrazioni e centrifugazioni, “uccidiamo” il nostro cibo,questo inevitabilmente ci porterà ad uno stato di non-salute. Ciò è matematico e logico quanto difficile da accettare sebbene la conferma ce l’abbiamo davanti agli occhi ogni giorno!

La Vita media rispetto al passato si è allungata certo, ma in che condizioni arriviamo alla pensione? Non mi definisco una persona complottista bensì una persona dotata di “spirito critico” ed è per questo che è facile arrivare alla considerazione che quando siamo in un ospedale prima ancora di essere “pazienti” siamo “clienti”. La Medicina infatti ha tutto l’interesse di mantenerci in vita quanto più possibile. Viene infatti stimato che gli investimenti più onerosi vengono fatti proprio sui malati terminali – l’accanimento terapeutico non è infatti qualcosa di eticamente e socialmente scorretto?

Dobbiamo riprendere in mano la nostra salute e non delegarla più a qualcun’altro. Il nostro allontanarci dalla Natura infatti si è tradotto negli ultimi anni con la crescita esponenziale di patologie allergiche, cardiovascolari e tumorali – perché?

cibo vivo

Il complesso del pH

Costantemente ed in ogni momento ci nutriamo di cibo che acidifica il nostro corpo, anziché alcalinizzarlo. Tutti gli alimenti che mangiamo, una volta metabolizzati, lasciano dei residui che possono essere definiti “ceneri”; residui:

  • alcalini quando il pH è compreso tra il 7,08 e 14,14,
  • neutri quando il pH è uguale a 7,07
  • acidi quando il pH è compreso tra 0 e 7,06.

La presenza di elementi acidi nel nostro organismo può essere considerata normale fino a che la soglia non oltrepassa la capacità del corpo di utilizzare e neutralizzare tali sostanze. La condizione di acidità dell’organismo indebolisce oltre che le ossa, l’attività del sistema immunitario rendendo il nostro corpo un terreno fertile per la proliferazione di numerose infezioni. Uno squilibrio anche solo di pochissimi punti del pH, potrebbe portare ad effetti dannosi ed irreparabili nel nostro organismo; proprio per evitare ciò, l’organismo utilizza sistemi tampone che lavorano costantemente per mantenere in equilibrio questo valore tanto importante!

Alimenti acidi sono ad esempio le carni, alimenti estremamente alcalini la frutta e la verdura cruda.

pH

Dobbiamo riacquistare la fiducia nella Natura e perciò nel nostro naturale meccanismo di auto-guarigione definito ancora da Ippocrate, Vis Medicatrix Naturae

Alla base del concetto di alimento vivo c’è la frutta, la verdura cruda ma soprattutto i semi ed i germogli; facili e veloci da coltivare, i germogli si potrebbero definire dei veri e propri concentrati naturali di sostanze nutritive e di bio-energia. Quali possono essere i germogli? Fieno greco, alfa alfa, lenticchie, sesamo, lino ecc ecc.

Pieni delle sostanze nutritive di cui la pianta ha bisogno durante la crescita e ricchi di enzimi vitali, i semi ed i germogli rappresentano il nucleo stesso della vita – avete infatti idea di quanta energia e di quante informazioni si concentrano in un minuscolo seme per far si che il miracolo della creazione avvenga?

Ogni singolo seme contiene vitamine, minerali, proteine, grassi e carboidrati in attesa dell’ambiente adatto per cominciare a crescere. In presenza di aria, acqua, e di una temperatura adeguata, si compie un vero miracolo.” scrive Ann Wigmore – nutrizionista fondatrice dell’Hippocrates Health Intitute in GermogliQuando il seme germina, si libera un’incredibile flusso di energia: ecco allora che si verificano cambiamenti chimici naturali e si producono enzimi per convertire le sostanze nutritive immagazzinate nel seme in quelle necessarie per la crescita della pianta. Con il progredire del processo di germogliazione, i carboidrati vengono trasformati dall’azione degli enzimi in zuccheri semplici. Le proteine complesse si convertono in amminoacidi più semplici e i grassi si trasformano in acidi grassi, composti solubili di facile digestione. Durante la germogliazione, la vitamina C, di cui, come nel caso di altre vitamine, il seme contiene solo tracce, viene prodotta in quantità più abbondanti. Inoltre i germogli assorbono l’acqua utilizzata per coltivarli e sciacquarli. A ciò si aggiunga che i minerali presenti nei germogli sono chelati, il che significa che allo stato naturale sono legati chimicamente agli amminoacidi, e perciò facilmente assimilabili dall’organismo umano.

99 Meditazione.jpg

L’ENERGIA DELL’UNIVERSO IN UNA MELA

“Cosa c’è di più semplice che mangiare una mela? Eppure, cosa potrebbe esserci di più sacro e significativo? In questo caso, non stiamo soltanto mangiando una mela come fosse una cosa separata da noi. Entra in noi, si dissolve, ci nutre e diventa noi. Ogni mela rappresenta molto di più! Mangiandola mangiamo la pioggia, le nuvole, tutti gli alberi che hanno portato alla nascita della pianta da cui è spuntata nonché le lacrime, il sudore, i corpi e i respiri delle innumerevoli generazioni di animali, piante e persone che, a loro volta, sono diventati la pioggia, l’humus e il vento che hanno nutrito il melo”  W. Tuttle

Tutto ciò che vive, compreso il nostro organismo, emette radiazioni – quali sono però le radiazioni che lo esaltano e quelle che lo indeboliscono?

La scala Bovis, o biometro di Bovis, dal nome dell’ingegnere francese Andrè Bovis (1871-1947), è un tipo di misurazione utilizzata per quantificare le vibrazioni sottili che si ritengono emanate da luoghi, oggetti o esseri viventi, in base al valore delle radiazioni emesse.

L’ingegnere elettrico André Simoneton, che alla fine degli anni quaranta perfezionò la scala Bovis e la utilizzò per valutare i cibi, classificò i cibi in base al grado di freschezza ed energia classificandoli con le seguenti categorie dove un’alta frequenza indica vita, ed una bassa (sotto i 6.500) comporta malattia:

SCALA DI BOVIS

Se analizziamo i cibi allo stato naturale scopriremo che sono definiti:

  1. ALIMENTI SUPERIORI con vibrazioni superiori ai 6500 A: tutta la frutta fresca ben matura, quasi tutti gli ortaggi ed i legumi crudi o cotti con temperatura non superiore ai 40 gradi; tutta la frutta oleaginosa ed i loro oli essenziali; le uova fresche di giornata;
  2. ALIMENTI DI APPOGGIO, con vibrazioni da 6500 a 3000 A: il latte fresco appena munto, il burro normale, le uova non di giornata, il miele, lo zucchero di canna, il vino, l’olio di arachidi e le verdure scottate in acqua bollente;
  3. ALIMENTI INFERIORI, con vibrazioni dai 3000 in giù: la carne, i salumi, le uova dopo il 15 giorno, il latte bollito, il the, il caffè, le marmellate, il cioccolato, il pane bianco, tutti i formaggi;
  4. ALIMENTI MORTI, senza alcuna vibrazione: le conserve alimentari, le margarine, tutte le pasticcerie ed i dolci fatti con farina raffinata e prodotti industriali, i liquori e gli alcolici, lo zucchero raffinato (bianco).

 

DAL PENSARE ALL’AGIRE

Arricchiti spero, da questi punti, consiglierei ora di non stravolgere drasticamente da un momento all’altro abitudini consolidate da anni!

Sebbene di una bella ripulita ne avremmo caldamente bisogno tutti, il nostro corpo non potrebbe essere pronto al drastico cambiamento ed agli effetti della disintossicazione.

Avete infatti idea di cosa il corpo butta fuori nel momento della disintossicazione? Anni ed anni di soprusi, di abitudini così scorrette in cui il corpo che tanto ci vuole bene, per riequilibrare situazioni drastiche ha dovuto lavorare il triplo. I primi effetti della disintossicazione potrebbero allontanare qualche persona che al primo sintomo del corpo che sta reagendo, non abituato, si spaventa. Il danno emotivo sarebbe pertanto enorme quindi consiglio di procedere con tatto, conoscenza, spirito critico ed ascolto.

Iniziate quindi dalle piccole cose senza stravolgere drasticamente la vostra routine perché, nel momento giusto, tutto avverrà naturalmente; chiaro che ci vuole determinazione. Provate per qualche settimana a:

  • Sostituire a colazione, i biscotti, il latte, il caffè, con la frutta;
  • Mangiare verdura cruda di stagione prima di qualsiasi pasto cotto – provate a condire questa “insalata” con olio evo, limone e semi di lino/girasole/canapa tritati;
  • Ridurre quanto più possibile carne, latticini, cibi morti ed acidi;
  • Essere curiosi, positivi, dinamici

cibo vivo

LA SALUTE NON E’ TUTTO, MA SENZA SALUTE TUTTO E’ NIENTE

Con questa frase di Arthur Schopenhauer vi rimando alla riflessione di quanto la salute sia un regalo di cui poter godere in ogni momento – serve però coraggio di andare oltre agli schemi, e la volontà di esser protagonisti della propria vita.

Tutto questo, sebbene (appositamente) troppo riduttivo, vuole essere prima di tutto un invito all’informazione ed alla libera conoscenza. Leggete, informatevi, armatevi di spirito di discernimento ma soprattutto, ripeto, ascoltate il vostro corpo ed il vostro cuore. Vi garantisco che questa sarà una strada che vi darà una soddisfazione ed una libertà che raramente avrete provato sino ad ora.

A presto con il prossimo articolo che, in collegamento a questo, riguarderà il digiuno terapeutico 😉

Mangiare è un atto estremamente riLOVuzionario. Buon viaggio

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