LETTERA APERTA A TUTTI I VEG*

Carissimi,

Questa lettera non per l’arroganza di volervi insegnare qualcosa, ma perché vorrei indurre ad una riflessione chi fa della propria causa una vera e propria ragione di vita.

Siamo arrivati all’importante scelta di “non cibarci di violenza” perché tutti abbiamo un obiettivo comune: porre  stop alla violenza in qualunque sua forma. “Verrà un tempo in cui considereremo l’uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo” ci insegnava dal grande genio del rinascimento italiano Leonardo da Vinci.

Per la salute, per gli animali, per l’ambiente e per la società, ci siamo incamminati verso un percorso così importante che una presa di coscienza collettiva è quanto di più auspicabile per il benessere di tutti. Animali e non…

FOOD RELOVUTION

Vorrei però che per un attimo abbandonaste definizioni come vegetariano, vegan, crudista, animalista per tornare per un momento a chi siete realmente. Ogni etichetta che ci appiccichiamo sulla fronte crea appartenenza e perciò conflitto con il nostro verso Sé che in qualche modo sarebbe in continuo divenire. Trovo infatti le definizioni sopracitate oltre che che fuorvianti pressoché inutili e, se usate male, distruttive.

Prima ancora di esser VEG, dobbiamo ricordarci che siamo persone che con estrema consapevolezza hanno scelto un percorso la cui totalità non è racchiudibile in un’etichetta: abbiamo scelto uscire dal ciclo di tutte quelle violenze che le azioni più inconsapevoli portano con loro.

Tra le varie discussioni, soprattutto nel web tante volte mi ritrovo a dover “difendere” persone “onnivore” che, neanche il tempo di terminare una frase, vengono attaccate da quelli che comunemente vengono definiti i “vegani talebani”. Pur io a volte spaccherei il mondo di fronte a certe situazioni ma, se ci pensate un po’ più a fondo, “attaccare” una persona che ci solleva un’obiezione senza prima conoscere il suo background culturale, è quanto di più dannoso possiamo fare per noi stessi, per la schiera di tutte quelle persone che ogni giorno cercano di dare il loro contributo affinchè ci sia una maggior presa di consapevolezza, ma anche e soprattutto verso tutte quelle persone che non sanno a causa di condizionamenti inculcati sin dalla nascita, e che cercano delle risposte!

Una persona sensibile verso tematiche etiche, ambientali o sociali, come potrà mai abbracciare la nostra causa se siamo agli occhi di molti, dei fondamentalisti vegani? Come sono visti i vegani dalla maggior parte delle persone…? Ci avete mai pensato?

Se vi forzate a legger tra le righe di una persona che non sa e che finisce in una qualunque discussione dove si parla di maltrattamenti animali, allevamenti intensivi o quant’altro, vi accorgerete di quanto il suo porre obiezioni è il suo modo di chiedervi di sapere!

L’empatia salverà il mondo dicevano alcuni saggi che in qualche modo hanno cambiato il mondo! provate Voi (che molte volte vi considerate tanto arrivati) a mettervi nei panni di una persona che sino a quel momento ha dormito nel suo morbido cuscino delle apparenze e dei luoghi comuni: entrare a conoscenza di determinate tematiche è una doccia ghiacciata e pertanto, per difendersi dalla scottante verità degli allevamenti intensivi [e di tutte le conseguenze socio-politiche-ambientali che ben conosciamo], quel povero cristo sarà naturalmente portato ad alzar ancor più barriere, luoghi comuni, stereotipi. È un naturale meccanismo di difesa in quanto tutto ciò che noi andremo a rivelargli, farà cadere il palco su cui si sono andate a consolidare abitudini tramandate dai suoi nonni, dai suoi genitori e condivise con parenti, amici ecc.

Ricordiamoci sempre che molte volte le obiezioni sono degli strumenti attraverso le quali, indirettamente, una persona ci sta chiedendo di saperne di più, di analizzare una determinata situazione sotto tutti i punti di vista per poi riflettere con i suoi tempi; in linguaggio tecnico queste sono le cosiddette obiezioni di acquisto.

Per quanto la nostra “causa” sia importante e fondamentale, dobbiamo scendere dal nostro piedistallo per porci in un clima di dialogo ma soprattutto d’ascolto perché, quando interagiamo con un persona, come già detto gravano sulle nostre spalle delle responsabilità enormi: la responsabilità della nostra identità, della nostra”categoria” ma soprattutto, della “causa” fondamentale che ancor prima dell’ambiente, ancor prima dei benefici inconfutabili per la salute, è il rispetto per la Vita.

Non è sempre così, lo so bene. A volte tra gli “oppositori” si insidiano istigatori, persone il cui unico fine è solamente quello di avviare discussione. Semplicemente, in questi casi, per quanto difficile sia, non stiamo al loro gioco!

Ignoriamoli, non alimentiamo questo genere di discussioni con la nostra energia ed il nostro tempo bensì andiamo oltre; concentriamoci su altro… anche queste persone con i loro tempi ci arriveranno

“L’odio genera solo l’odio e l’odio si combatte solo con l’Amore” scriveva Tiziano Terzani – giornalista, ricercatore, scrittore e vegetariano.

Essere concisi quando serve è fondamentale, ma se proprio si deve essere violenti o non rispettosi, non facciamolo nascondendoci dietro ad una scusa: In queste persone infatti qualcosa dovrebbe esser ricalibrato perché, sfogare la rabbia sul primo malcapitato di turno è assolutamente controproducente: non solo così facendo si rovina il lavoro di molti, ma ci si ammala!

Si potranno infatti mangiare i cibi qualitativamente migliori ma se il pensiero è costantemente alimentato dal rancore e dalla rabbia, si è più a rischio di malattia di chiunque altro. Malattia ricordo, deriva da mala-actio; azione errata di qualcosa…
Non sogniamo un mondo dove ogni tipologia di violenza viene a decadere? Se nel nostro modo di porci saremo violenti o irrispetosi, come potremo mai ambire ad uscire da quell’orribile ciclo karmico che è la violenza? Come potremo mai far vedere alle persone quanto mangiar carne sia moralmente ingiusto?

“Per cambiare il mondo dobbiamo partire da noi stessi; e quel che conta nel partire da noi stessi è l’intenzione” ci insegna Krishnamurti.

Partiamo prima da tutto da noi stessi altrimenti gli scontri, le guerriglie tra onnivori/veg, animalisti/ambientalisti ecc ecc non avranno mai fine ed anziché trarre benefici in termini di consapevolezza generale, non faremo altro che alimentare con i nostri comportamenti a volte imbarazzanti, i “veg-ofobi”; gruppi come “vegan stammi lontano” o “aiuto mamma un vegan” li abbiamo creati noi!

Se mai riusciremo a fare il salto del nostro modo di porci dalle”difensive” che è lo schema attuale per la maggior parte delle persone, all’ “ascolto”, allora si che si innescherà il cambiamento! Allora lì si saremo non più fissati ed estremisti ma persone coerenti che vivono il concetto più ampio della non-violenza

Non abbiamo due cuori –uno per gli animali, l’altro per gli umani. Nella crudeltà verso gli uni e gli altri, l’unica differenza è la vittima”. Consideriamo queste parole di Alphonse de Lamartine nella loro totalità e non solo su quello che fa comodo a noi.

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo“; Non siamo infondo tutti partiti da qui?

Con immensa gratitudine e rispetto

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