Vis medicatrix naturae, il significato della Malattia

Per troppi anni siamo stati indotti a pensare che ci sapessimo arrangiare senza una benché minima conoscenza in termini di nutrizione, salute e prevenzione.

Oggi infatti, l’ascolto di Se stessi e la conoscenza di principi fondamentali di prevenzione e cura, vengono affidate alle peggiori tra le scuole possibili: TV, Mass Media, Mode ed Istituti di Ricerca che profumatamente pagati, ci portano alle più fuorvianti abitudini.

IL SIGNIFICATO “NASCOSTO” DI “MALATTIA”

Forse c’era un messaggio segreto in quella malattia scriveva Tiziano Terzani nel suo viaggio verso la guarigione dal cancro, “da anni avevo cercato di uscire dalla routine, di rallentare il timore delle mie giornate, di scoprire un altro modo di guardare le cose: di fare un’altra Vita. Ora tutto quadrava.” 

Oggi si parla tanto di salute e di malattia, di benessere e di alimentazione ed a sentire quello che dicono tutti, par quasi che siamo un po’ tutti malati di qualcosa.

Conosciamo davvero però cosa significa il termine malattia? ll termine  “malattia” deriva da mala-actio ossia mala-azione. Azione errata.

Ciò che noi comunemente interpretiamo come il castigo di una “malattia”, in realtà non è altro che il tentativo perfetto e puntuale attraverso il quale il corpo cerca di parlarci per ritornare al suo innato equilibrio.

Certo, la malattia è terribile e fastidiosa ma ha un significato e nei suoi sintomi possiede una sua storia.

Se davvero infatti vogliamo andare alla radice del suo significato intrinseco, dobbiamo prima di tutto toglierci quei pregiudizi che ci portano ad interpretare la “malattia” come un castigo o una sfiga.

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PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE

La società di oggi ci ha portato a vivere una vita che non è la nostra adottando spesso abitudini malsane e rovinose.

Se davvero infatti fossimo intenzionati ad intraprendere un percorso serio ed efficace di benessere, nel nostro quotidiano vivere dovremmo semplicemente osservare questi quattro punti:

  1. evitare di ostacolare il nostro corpo che naturalmente tende all’auto-guarigione (vis medicatricx naturae),
  2. arricchire la nostra dieta con alimenti allo stato più naturale possibile,
  3. non inquinare la nostra vita di abitudini e pensieri negativi (date un occhio a questo breve video)
  4. attività fisica, aria aperta e bagni solari

 

Dott. Isaac Jennings

Il dott. Jennings è un medico che ha fondato tutta la sua ricerca sul significato nascosto del malattia. E’ andato quindi a fondo, al di là del comune pensare.

Nel 1822 infatti, dopo aver osservato che i suoi pazienti curati con normali farmaci anziché migliorare diventavano via via sempre più malati cronici, arrivò ad inventare le cosiddette pillole placebo.

Consapevole del potere di auto-guarigione del corpo, e quindi del principio di vis medicatricx naturae, il dott. Jennings prescrisse da quel momento pillole zuccherate e soluzioni d’acqua colorata affinché la gente auto-guarisse.

Perché giungere all’inganno vi starete chiedendo? 

Perché era la stessa opinione pubblica che pretendeva di essere curata con dei farmaci! Prova tu a dire in giro che la guarigione è già innata dentro di noi e che per stare bene ed in salute non servono altro che basilari accorgimenti. Stiamo parlando della prima metà dell’ottocento eppure, se ci guardiamo attorno, possiamo constatare che lo stesso problema c’è ancora oggi! Nell’immaginario comune –o per lo meno nelle mie zone- questa è la realtà: “quanti più farmaci prescriverà il medico, tanto più la cura prescritta sarà efficace”.

IL BUSINESS DEL FARMACO

L’industria alimentare ha condizionato il corpo umano a una dieta estremamente innaturale, le cui conseguenze sono assolutamente imprevedibili. Ma chi vuole indagare in tutto questo? La ricerca medica, come ogni altra ormai, è finanziata e diretta dai grandi interessi industriali e questi non bruciano certo dal desiderio di scoprire le vere ragioni del cancro. Anzi. <<trovare una cura per il cancro è più facile che trovare la causa>>, si dice. È certo meno compromettente. E, alla lunga, anche molto, molto più redditizio: cura significa medicine quindi profitti. Grandi profitti. E poi: la ricerca di una cura è rivolta al futuro, è fatta di speranza, è sostenuta dall’ottimismo che è il grande catalizzatore dell’economia.

Così si continua a mangiare, a respirare, a lavorare, a vivere in condizioni che indubbiamente provocano il cancro, ma non si fa più nulla per cambiare queste condizioni. In compenso si spera che qualcuno, da qualche parte, trovi preso una cura per combatterlo. Ovviamente le notizie da quel fronte sono sempre <<buone>>. I titoli dei giornali annunciano regolarmente un'<<importante svolta>>, un <<grande passo avanti>>. Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra

Il farmaco dobbiamo sempre tenerci a mente, se non nelle cause di reale bisogno, non dovrebbe mai essere considerato un alleato della nostra salute!

Non si tratta di demonizzare –per usare le parole di Valdo Vaccaro– l’industria farmaceutica che per i casi più gravi, per fortuna esiste, ma piuttosto far denuncia sull’uso spropositato che le persone -indotte dai Media e dal non sapere- fanno dei medicinali.

Oggi infatti, più della metà della popolazione assume quotidianamente farmaci per la prevenzione, cioè per controllare i fattori di rischio delle malattie croniche, la pressione alta, la dislipedemie, l’intolleranza al glucosio, il diabete, il rischio di trombosi, il reflusso gastro-esofageo, la stitichezza, le coliti, le neuriti, la gotta, il malfunzionamento delle articolazioni e quant’altro. Tutte condizioni che sarebbero prevenibili semplicemente con uno stile di vita sano ed equilibrato. Senza farmaci.

Ignari del naturale meccanismo di vis medicatrix naturae (principio della Natura Medica) per molti guai toccare la classe medica, il farmaco o l’integratore. Non importa che questi farmaci causino più danni che benefici, l’importante è che essi ci siano nel momento in cui una malattia ci coglie impreparati.

Il mestiere del medico non è di certo semplice e bastano pochi anni perché molte conoscenze acquisite nel corso di difficoltosi studi accademici, diventino improvvisamente obsolete e dannose. Proprio per ciò in Italia più che nel resto del mondo, i pochi medici che fanno aggiornamento lo fanno attraverso le Società scientifiche piuttosto che presso Colossi farmaceutici: potenti Aziende il cui obiettivo non è la salute bensì fatturare.

Irrilevanti gli effetti catastrofici che i farmaci portano con loro. Pensate infatti che alle facoltose industrie farmaceutiche (che sui nostri malanni incassano miliardi) interessi qualcosa la consapevolezza da parte dei medici che un potente antibatterico potrebbe essere il semplice aglio, anziché l’antibiotico? L’aglio d’altro canto, non porta business, se non al contadino che lo coltiva.

<< I nuovi farmaci non guariscono ma mantengono in vita il paziente anche per anni, con costi che oggi in alcuni casi giungono a sfiorare un milione d’euro l’anno. È la gallina dalle uova d’oro. Già allora mi rendevo conto che nessun sistema sanitario avrebbe potuto sostenere la crescita esponenziale delle nuove terapie, non solo per il cancro, ma per tutte le malattie croniche. Allora come oggi l’unica possibile salvezza per i bilanci della sanità era ammalarsi di meno, ma la fonte di reddito per gli ospedali sono i malati.>> Scrive il Dott. Franco Berrino nel suo libro Il Cibo dell’Uomo <<pensavo a un sistema agile ed economico, con una breve valutazione clinica e con incontri collettivi di formazione sulla prevenzione, compresi i rischi della medicalizzazione, e corsi di cucina. […] il mondo clinico non era interessato. La prevenzione non rende. Darebbe su un po’ di prestigio, ma nessuna istituzione sarebbe oggi così folle da investire seriamente in attività non remunerative.>> Che fare dunque? <<Non resta che il piano B cioè fare da soli, prendere coscienza che l’organizzazione stessa della società genera malattia, che le istituzioni sanitarie non hanno interessi a ridurre le cause di malattia, a ridurre gli sprechi, a ridurre la medicalizzazione della società. Non so, ma la gente ha potere ed è tempo che lo eserciti. Ha il potere economico, ha il potere di non acquistare cibi spazzatura, di evitare l’uso di farmaci inutili, ha il potere di informarsi, di contestaere medici e amministratori ignoranti e collusi. La gente ha la capacità di capire che la salute non è la sanità (la possibilità di essere curati in un centro qualificato quando ci si ammala), ma è l’equilibrio delle funzioni di tutti i sistemi che costituiscono il nostro organismo.>>

IL MICROCOSMO INTERIORE

“Quando manca la salute, la saggezza non può svelarsi, l’arte non può manifestarsi, la forza non può esercitarsi, la ricchezza è inutile.” Herofilo, 300 a.c.

Iniziamo dal conoscere e percepire il nostro corpo per com’è realmente: un vero e proprio microcosmo, una macchina perfetta programmata e progettata per stare bene. Chiaro che ci sono situazioni che possono sfuggire dalla “normale amministrazione” ma ogni cellula del nostro corpo, è bene chiarire, sopravvive grazie ad un istinto ancestrale di sopravvivenza. A difenderci da ogni attacco è la nostra stessa costituzione fatta di barriere difensive così potenti che se, tenute regolarmente “tagliandate”, potrebbero far invidia a qualsiasi tecnologia più avanzata.

Tanto per dare una piccola e veloce panoramica della perfezione nostro corpo e delle barriere difensive che quotidianamente ci proteggono come non citare

  • la pelle: la nostra prima linea difensiva che attraverso la sua struttura, impedisce l’accesso a corpi estranei,
  • Le secrezioni protettive della bocca, del naso e della gola che oltre ad avere proprietà antisettiche e battericide, intrappolano ed espellono particelle indesiderate,
  • i globuli bianchi che nel caso di ferite e di offese ai nostri tessuti, sono pronti ad accorrere in aiuto,
  • linfociti che fanno da spola tra le cellule apportando nutrizione e rimuovendo tossine,
  • l’interferone ed ai fagociti che sono dei mezzi di difesa contro l’accumulazione dei virus.
  • La vera chicca però sta nella flora batterica intestinale che determina, con immensa maestria, l’equilibrio tra tutti i miliardi di organismi che vivono nel nostro corpo.
  • La febbre che tra i nostri meccanismi di difesa è una dei più importanti e complessi. Continuamente bersagliata e demonizzata, tra le varie funzioni che la febbre ha per la salute dobbiamo ricordare che essa possiede il potere di aumentare la produzione interna di interferone realizzando una combinazione calorica e biochimica micidiale contro ogni eventuale tipo di virulenza ed ogni accumulo tossico da espellere. Non se ne parla mai ma l’aumento della temperatura, viene regolata dal cervello e viene automaticamente limitata entro margini accettabili di sicurezza dell’azione da enzimi specializzati nella produzione e nella gestione ottimale del calore. Chiaro che se noi andiamo ad intervenire cercando di abbassare la temperatura, il cervello produrrà maggior calore portandoci ad uno scompenso.

 

IL NOSTRO NATURALE MECCANISMO DI VIS MEDICATRIX NATURAE

La storia di come Noman Cousins, un vecchio giornalista americano, direttore della Saturday Review, si salvò gira tutto attorno a quella verità che i romani conoscevano bene e chiamavano la vis medicatrix naturae, la forza curativa della natura. A Cousins viene diagnosticata una malattia per la quale la medicina allopatica non ha alcuna terapia e lui, con coraggio, con tenacia e soprattutto con un atteggiamento positivo e gioioso, mobilita le proprie risorse, riscopre il valore terapeutico della risata e stimola quella spinta alla vita che ognuno ha dentro di sé. Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra

Essere iniziati al percorso della salute non è facile ma una volta intrapreso il cammino tutto si fa estremamente logico e facile.

Iniziare è la grande sfida.

Ciò richiedere prima di tutto uno sforzo personale di ricerca ed una volontà innata di uscire dagli schemi. Chiaro che è più comodo pagare fior di quattrini e delegare il lavoro a qualcun altro, ma non lamentiamoci poi se il medico ci prescriverà un’ aspirina di fronte ad un mal di testa o un antidolorifico di fronte ad un mal di schiena.

Anziché continuare a tappare il sintomo infatti, dobbiamo imparare che i sintomi rivestono una sin troppo grande importanza per non essere considerati nell’adeguata maniera. Ogni sintomo, come ci insegna il pensiero Igienista, dovrebbe essere letto con più chiavi di lettura e non solamente come un male da debellare all’insorgere.

Una grossa falla della medicina moderna è che in un mondo in cui tutto è standard ed uniformato, si è andato a perder di vista l’intera complessità dell’individuo. La medicina Ayurvedica che tra quelle conosciute, con i suoi 5000 anni di storia è la più antica del mondo, ci riporta proprio a questo: alla concezione Universale dell’individuo e non all’accanimento contro il sintomo che di fatto, è la rottura del sottile equilibrio tra i principi costituenti dell’essere umano: corpo-mente-spirito.

Certo il sintomo è fastidioso, ma è soltanto grazie a questo che possiamo giungere alla radice e perciò arrivare a curare sin dall’ origine mentale o fisica la causa scatenante/l’abitudine errata.

Se, tralasciando il lato psico-somatico, partiamo dal presupposto che alla base di ogni malattia c’è la Tossiemia (stato di intensi livelli di tossine e acidi nel sangue e nei liquidi extracellulari) allora sarà automatico arrivare alla considerazione che la maggior parte dei farmaci chimici, non aiutano ma aggravano la situazione allontanandoci dal naturale processo di auto-guarigione. 

La malattia’ sosteneva il dott.Tilden, allievo di Jennings, ‘non può essere aiutata avvelenando ulteriormente con farmaci e droghe un organismo’.

La mission del dott. Tilden si basò principalmente nell’aiutare l’organismo dei pazienti a ripulirsi dalle cattive abitudini e dai veleni tossici introdotti direttamente o indirettamente, permettendo così al corpo stesso, grazie al principio della Vis Medicatrix Naturae, di auto-guarirsi autonomamente da qualsiasi malattia.

Se il principio base era, ed è ancora oggi, quello di ripulire il corpo dai veleni e dalle tossine, viene da sé che l’alimentazione non deve inquinare ulteriormente l’economia dell’organismo: da qui l’importanza e l’attenzione al cibo è fondamentale in quanto non solo fonte di piacere, ma di cura e prevenzione.

 

INTRAPRENDERE IL PERCORSO

Da dove parte un serio percorso di cura e di prevenzione? Da noi stessi e dalla conoscenza, da qualche digiuno ogni tanto e da qualche sano principio alimentare.

Per molti anni ci hanno bombardati di dis-informazioni, di paure, di malsane abitudini, di fuorvianti allarmismi da cui dobbiamo disintossicarci.

Dell’Universo che il nostro corpo racchiude, non conosciamo che l’1% cento dell’insieme eppure, siamo sempre continuamente lì, alla disperata rincorsa di questo piuttosto che di quello, di una specifica vitamina piuttosto che di un particolare oligo-elemento. Non è questa la cosa migliore da farsi se consideriamo la tendenza di tutti i micro-nutrienti alla simbiosi, alle alleanze, o anche alle reciproche repulsioni. Pericolosi quindi i farmaci e gli integratori.

Perché quindi spendere soldi in integratori ed in medicinali quando la Natura, gratuitamente, già ci offre già quanto di più abbiamo bisogno per vivere in energia e salute? Avete idea della perfezione della Natura? Come quindi proteggere ed aiutare il nostro organismo se non mangiando naturalmente, pensando positivo, ascoltandolo?

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